Prodotto tipico del territorio (squaquaron),
consumato spesso e volentieri insieme alla piadina
romagnola. Si tratta di
una variante, insieme con la cassatella,
del piu’ storico ravviggiolo. La
materia prima e’ composta da latte
vaccino intero crudo, che viene fatto cagliare. La differenza
con il raviggiolo e’ nel metodo di maturazione e
di salatura. La forma e’ indefinita (da qui il nome)
con peso da 1 a 3 kg , pasta molle, tenera senza crosta,
con
sapore di latte leggermente acidulo.
Viene prodotto tutto l’anno ma va consumato fresco
al massimo in tre giorni. (continua)
I primi documenti storici
della esistenza di questo formaggio risalgono al 1500 allorche’ alcuni
raviggioli furono portati in dono a Papa Leone X, in un
canestro ricoperto di felci. Pellegrino Artusi, ne “La
Scienza in cucina, e l’Arte del mangiar bene” cita
il “cacio Raveggiolo” come ingrediente dei
mitici “cappelletti all’uso di Romagna”
Il raviggiolo e’ un caratteristico formaggio fresco
a pasta bianca ottenuto dalla cagliatura di latte vaccino
crudo, latte bovino, raramente ovi-caprino, di provenienza
locale.(continua)
Tipico formaggio
fresco dell’area
romagnola si differenzia dai precedenti per una differente
preparazione ma soprattutto per una stagionatura che può arrivare
fino a 30 giorni. La forma e’ cilindrica di peso
da 0,2 a 2 kg., con crosta appena accennata di colore bianco
o giallo paglierino. La pasta e’ morbida
bianca,
con sapore di fermenti lattici. Il nome casatella sembri
indichi l’origine casalinga di questo formaggio tradizionalmente
fatto in casa dalle famiglie contadine. Molti studiosi
lo ritengono un discendente del raviggiolo.
| PECORINO O CACIOTTA ROMAGNOLA |
Già dal primo secolo
esistono tracce di allevamenti e di produzione di “cacio” nelle
terre romagnole. Nella Roma del 1° secolo documenti
storici di Plinio il Vecchio riportano riferimenti a formaggio
pecorino “sarsinate” proveniente dalla vallata
di Sarsina nel Cesenate. Diventato nei secoli tradizionale
prodotto dell’alta- media collina romagnola, concentrato
soprattutto nelle vallate della Provincia di Forli’-
Cesena e Rimini . Dalle forme regolari rotondeggianti,
il pecorino viene prodotto tradizionalmente da caseifici
aziendali che lavorano esclusivamente latte prodotto dal
proprio allevamento. Il formaggio pecorino proviene dalla
cagliata di latte ovino crudo, e si trova in forme di grandezze
pari a circa 0,8 - 1 kg o anche più e può venire
consumato semistagionato ( 20-30 gg.) o stagionato (oltre
i 60 gg.). Il tipo di stagionatura ne conferisce l’aspetto
esteriore, nonchè il sapore: gusto piu’ morbido
e dolce nel semistagionato, pungente e piccante nello stagionato.
Il pecorino/caciotta romagnola, è la materia
prima per la produzione del formaggio di fossa.
Il Pecorino Ubriacone Stagionato in Vinaccia è una
variante del prodotto descritto precedentemente. La tradizionale
stagionatura nelle vinaccie fresche di uve nere , residuo
della lavorazione del vino, conferisce al formaggio pecorino
un gusto piccante, ma accompagnato da un odore dolce vinoso,
con una particolare morbidezza della pasta interna, anche
con prodotti a stagionatura superiore ad un anno. La produzione
si concentra da settembre a novembre.
In Sogliano
al Rubicone, l’infossamento del formaggio
tra l’estate ed il tardo autunno è una usanza
antica, risalente al 1400 circa; l’umidità,
la temperatura e la mancanza di ossigeno proprie delle
fosse dove vengono stivati i formaggi, determinano in qualche
mese una prodigiosa rifermentazione del prodotto.
Il formaggio estratto dalle fosse, si presenta così in
forme cilindriche deformate del peso medio da 0.8 a 1 kg..
Crosta e pasta sono indistinguibili, compatte e friabili;
presenta un odore ed un sapore caratteristico e
piccante.
La materia prima deriva da caseifici aziendali sparsi sul
territorio della provincia di Forli’-Cesena che trasformano
il latte crudo, soprattutto di ovini ma anche misto vaccino,
dei propri allevamenti ottenendo pecorini e caciotte selezionate.
Le fosse, per ricevere i formaggi, sono aperte
il primo di agosto fino a fine settembre; prodotti quindi, che derivano
dalla produzione casearia primaverile-estiva di miglior
qualita’. La successiva maturazione, per un periodo
di circa tre mesi, dentro alle caratteristiche fosse scavate
nel tufo all’epoca medievale, dona così al
formaggio quel caratteristico ed inconfondibile odore e
sapore, grazie alle fermentazioni maturate in particolarissime
condizioni ambientali.
Il formaggio di fossa contiene alte
percentuali di grassi e proteine predigeriti, che ne fanno
uno dei formaggi piu’ digeribili.
Le fosse di Sogliano al Rubicone, vengono infine aperte
a fine novembre, in occasione della grande sagra
del Formaggio di Fossa.
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