Un territorio dove
se chiedi acqua, ti danno il vino (é Bé)
...
Ecco la Romagna.
E la fascia collinare e pedemontana della
Provincia di Forlì-Cesena,
grazie alla posizione favorevole tra appennino e pianura,
composizione e varietà dei terreni, vitigni acclimatati
da secoli, vanta una gloriosa tradizione vitivinicola,
oggi in fase di grande rilancio e sviluppo qualitativo
Dei cinque vini romagnoli, due vitigni (Sangiovese e
Trebbiano) sono i più diffusi nel territorio nazionale, padri
maggioritari di molti vini, anche di grande pregio. Gli altri
(Albana, Pagadebit e Cagnina) sono oltremodo peculiari del
territorio della Provincia di Forlì-Cesena Le prime notizie risalgono al lontano '600; si narra che
durante un banchetto tenuto nel Monastero dei Frati Cappuccini
in Santarcangelo di Romagna, alla presenza di Papa Leone
XII ed illustri ospiti, fu servito questo vino prodotto dagli
stessi monaci.
Il vino fu molto apprezzato e ne fu chiesto il nome. Un monaco,
con prontezza di spirito, disse che il vino si chiamava “Sunguis
di Jovis” = Sangue di Giove (Sanjovese). Col passare
degli anni, questo vino assunse a simbolo della terra di
Romagna, grazie anche ad attenti ed intelligenti produttori.
(continua)
L'Albana è un
vitigno 'a bacca
bianca' (foglia grande e pentagonale, buccia di
colore giallo intenso) primo bianco,
in Italia, ad ottenere la Denominazione di Origine
Controllata e Garantita (D.O.C.G.),
nel 1987.
La origine del “biondo nettare di Romagna” sembra
risalire ai tempi romani. Se ne trova traccia in scritti
di quell'epoca che riferiscono di Galla Placidia, figlia
di Teodosio. Altri ne fanno derivare il nome dai Colli Albani,
da cui provenivano i Legionari colonizzatori della Romagna.
Molto più probabilmente il suo nome deriva dalla qualità dell'uva
chiara, che viene considerata la migliore delle uve bianche,
da cui 'Albus' (bianco per eccellenza) = Albana.
Leggenda vuole che la bellissima donna dai capelli biondi,
Galla Placidia, arrivò nel 435 d.C. nel paesino arroccato
sulla pianura tra Forlì e Cesena : colpiti da tanta
bellezza gli ospitali paesani le offrirono, in una rozza
brocca di terra cotta, il dolce e vigoroso vino del luogo;
ella, estasiata dalla bontà di quel nettare che scendeva
dolcemente nelle vene rendendola felice, esclamò : “Non
così umilmente ti si dovrebbe bere, bensì BERTI
IN ORO”; da allora, secondo leggenda, il paesello
dove la sovrana si era dissetata si chiamò Bertinoro (continua)
Vitigno 'Bombino Bianco' a 'bacca
bianca'. Di questo vino,
innanzi tutto, colpisce il nome: deriva dal fatto che il
contadino, dato il vitigno molto resistente e fertile che
resiste a qualsiasi condizione climatica, riusciva a pagare
i debiti contratti nell'annata vitivinicola. Infatti era
usanza stipulare concordati anche 'sulla parola', detti appunto
'Pagadett'. (continua)
E' un vitigno a 'bacca bianca' che produce un vino leggero
da consumarsi entro l'anno successivo alla vendemmia. L'origine,
in Romagna, risale ai periodi Etrusco e Romano, dove i colonizzatori
impiantarono vitigni dopo la bonifica e l’ appoderamento
delle terre romagnole. Pier dè Crescenzi nel 1305
scriveva : “c’è un'altra specie di uva,
detta Tribiana, che è bianca con acini tondi, piccoli
ed abbondanti, che in giovane età non dà frutto
ma crescendo diventa feconda”. Col passare degli anni,
dall’antico ceppo di Trebbiano è nata una famiglia
di vitigni, alcuni dei quali strettamente imparentati, altri
somigliantisi alla lontana, coltivati largamente in Italia
ed anche all’estero (alcune zone di Francia e California).
(continua)
Vitigno 'Refosco dal Peduncolo Rosso' a
'bacca
rossa' di
antica coltivazione, vino rosso dolce o amabile,
pronto da bere subito dopo la vendemmia. Se ne parla sin
dall'epoca
Bizantina durante la quale venne importato dalla Dalmazia
e dall'Istria, in occasione della importazione di pietra
calcarea per la costruzione dei monumenti storici di Ravenna.
Le prime notizie di questo caratteristico vino, risalgono
al XIII secolo e si riferiscono alla vite ed al vino friulano
(barbatelle di Terrano d’Istria o
del Carso, sinonimi
di Refosco d’Istria o del Carso),
che coltivato nel forlivese e nel cesenate assunse il nome
di Cagnina.
(continua)
La denominazione di origine controllata (D.O.C.) Colli
Romagna Centrale è la più recente tra quelle
della Romagna e si riferisce alla sola produzione effettuata
nelle zone collinari della sola Provincia di Forlì e
Cesena, dove oltre a ritrovare i classici Sangiovese
e Trebbiano, si aggiungono due nuovi vitigni:
lo 'Chardonnay' (vitigno a bacca bianca) ed il 'Cabernet
Sauvignon' (vitigno
a bacca rossa) (continua)
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